11.10.2012

Résumé de l'allocution tenue lors du jubilé de l'ouverture du Concile (Mons. Amédée Grab OSB)


11.10.2012

Mons. Peter Henrici SJ: Riassunto del discorso tenuto in tedesco (PDF disponibile) in occasione dell'apertura del Giubileo del Concilio


11.10.2012

Discorso (PDF) tenuto in occasione dell'apertura del Giubileo del Concilio


11.10.2012

Prononcée à l'occasion des 50 ans de l'ouverture du Concile (Mgr Norbert Brunner)


SBK-CES-CVS Conferenza dei vescovi svizzeri | 11.10.2012

Apertura del giubileo per i 50 anni del Concilio Vaticano II


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11.10.2012

Il Concilio visto da vicino

Mons. Peter Henrici SJ: Riassunto del discorso tenuto in tedesco (PDF disponibile) in occasione dell'apertura del Giubileo del Concilio

Non ho mai partecipato direttamente ai lavori conciliari, ma ho avuto la fortuna di vivere quegli anni a Roma, in contatto continuo con alcuni protagonisti del Concilio. Così posso testimoniare dell’impressione che il Concilio lasciava su chi allora viveva a Roma.

L’annuncio di un Concilio nel gennaio 1959 ci aveva lasciato sbalorditi, anche se più tardi seppi che già Pio XII aveva avuto l’intenzione di convocare una sessione conclusiva del Concilio Vaticano I.

Nei lavori preparatori al Concilio si manifestarono ben presto le tensioni esistenti tra la teologia romana, neoscolastica e antimodernista, e le teologie più aperte, più biblicamente e patristicamente fondate, in Francia e in Germania, che finalmente sarebbero prevalse. Mentre la riforma liturgica poteva appoggiarsi sui lavori preparatori già quasi terminati sotto Pio XII, l’abolizione dell'uso esclusivo del latino fu ancora vivamente dibattuta. Più accesa ancora era la polemica contro il metodo storico-critico dell'esegesi, che si insegnava al Pontificio Istituto Biblico, polemica che paradossalmente favorì poi l’elaborazione della CostituzioneDei Verbum.

Con tre aneddoti cerco di illustrare come Paolo VI seppe superare le resistenze contro la CostituzioneLumen gentium, che vertevano dapprima contro l’espressione “popolo di Dio” e poi soprattutto contro il concetto e il ruolo della collegialità dei vescovi in rapporto col primato del Sommo Pontefice. Quest’ultima resistenza non cessò nemmeno dopo la proclamazione della Costituzione da parte del Papa.

A parte i testi conciliari, il frutto principale del Concilio fu proprio l’accentuarsi di una vera collegialità affettiva ed effettiva tra i vescovi e gli episcopati di diverse nazioni e culture, nonché un'accresciuta importanza delle Chiese cattoliche di rito orientale. Si può dire che con il Vaticano II la fase antimodernista della teologia cattolica si è definitivamente chiusa, e ciò non ultimo grazie agli interventi di Papa Paolo VI, che a mio avviso può essere considerato il primo Papa veramente moderno.

Mons. Peter Henrici SJ